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I funghi da sempre sono degli organismi misteriosi che hanno affascinato culture e medicine tradizionali di tutto il mondo per secoli. Parte del loro fascino è legato alla loro complessità, sia come singoli organismi che come specie. Secondo il micologo di fama internazionale Paul Stamets, sul nostro pianeta esistono circa 140.000 specie di funghi mentre la comunità scientifica ha familiarità solo col 10% delle specie.

Se la scienza moderna fino a qualche anno fa non aveva ha mai posto eccessiva attenzione ai funghi per quanto attiene alle loro proprietà terapeutiche e medicinali, non si può certo dire la stessa cosa delle medicine tradizionali più antiche, medicina tradizionale cinese in primis. Anche gli antichi egizi associavano ai funghi delle proprietà benefiche per la salute e, in particolare, ritenevano che mangiare dei funghi aumentasse la vitalità e l’aspettativa di vita.

Per tornare ai giorni nostri, tra i funghi più studiati ed analizzati attualmente dalla comunità scientifica troviamo alcuni di quelli che già si erano rivelati assai benefici per l’uomo. Sono questi sono i funghi di cui parleremo in questo articolo. Parleremo del reishi, del maitake e dello shiitake: funghi che, stando quando dice la scienza, avrebbero anche il potenziale per combattere uno dei più grandi killer del genere umano, il cancro.

Il Reishi, noto anche come Ganoderma Lucidum, è un fungo che la medicina tradizionale cinese da sempre classifica come immunostimolante e anticancerogeno. Avallare questa tesi anche un articolo pubblicato lo scorso anno in Proceedings of the National Academy of Sciences: un’equipe di scienziati ha legato il suo uso alla morte delle cellule tumorali. Questa equipe, operante presso il Taiwanese Research Centre Academia Sinica, ha trovato che i polisaccaridi F3, un tipo di zucchero presente nel fungo Reishi, può indurre gli anticorpi a riconoscere e ad uccidere gli antigeni associati ai tumori e le cellule tumorali.

Si ritiene che il fungo Maitake abbia qualità simili a quelle del Reishi. Uno studio condotto presso il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center su un campione di cavie umane,  ha dimostrato che il Maitake è in grado di stimolare il sistema immunitario dei pazienti col cancro al seno. Ma non solo, Sensuke Konno, professore associato di urologia presso  il Medical College di New York, ha rilevato che alcuni composti presenti nei funghi Maitake, se combinati con la vitamina C, non solo riducono -in 72 ore- del 90% la crescita delle cellule cancerogene. ma sono anche molto efficaci nel ucciderli.

 

Un ultimo fungo che a tutto il diritto di entrare a far parte di questa breve carrellata sui funghi antitumorali è il Shiitake, fungo da tempo già molto noto in certi ambienti di medicina alternativa, ma anche fungo immancabile come ingrediente in svariate ricette culinarie. Il Shiitake contiene un composto, noto con il nome di lentinano. Diversi studi scientifici -i il più importante dei quali è probabilmente quello condotto nel 2008 presso l’Università di Harbin in Cina- hanno dimostrato che questo polisaccaride potrebbe contribuire ad aumentare il tasso di sopravvivenza dei malati di cancro.

Lo studio cinese ha  trovato, in particolare, che il lentinano è utile in quanto è in grado di aumentare la durata media di sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore e ridurre il tasso di recidiva.
Vorremmo concludere affermando che, piuttosto che una cura decisiva contro il cancro, i funghi devono essere  ancora considerati come uno scrigno che deve essere ancora aperto. Finché la comunità scientifica non avrà fatto ulteriori ricerche, tutti gli studi sopra evidenziati vanno presi con il beneficio del dubbio e che, in ogni caso, noi come “pazienti” non dobbiamo sempre metterci nelle mani del nostro medico curante, e dei professionisti della sanità.